Comportamento igienico

Il comportamento igienico nelle api da miele è una caratteristica ereditaria delle singole api operaie che conferisce resistenza a livello di colonie contro varie malattie della covata. Le operaie igieniche rilevano e rimuovono la covata morta o malata dalle cellule sigillate. Tuttavia, questo comportamento è piuttosto raro, con solo il 10% circa delle colonie non selezionate che mostrano alti livelli di igiene. 

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Aggiornamento restrizioni

Sono in vigore dal 10 marzo le nuove misure per il contenimento del diffondersi del virus Covid-19. Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale estende le misure già inserite nel Dpcm 8 marzo 2020 a tutto il territorio nazionale. 

Tali disposizioni sono efficaci fino al 3 aprile 2020.

È disponibile il modulo di autodichiarazione per gli spostamenti predisposto dal dipartimento di Pubblica Sicurezza.

Limitazioni agli spostamenti DCPM 08/03/2020

A seguito delle misure di prevenzione di contagio dell’influenza causata dal covid-19

si comunica che :

Per recarsi nei propri apiari, anche fuori dalla zona rossa, è necessario dotarsi di una autocertificazione con dichiarato: “Il sottoscritto di professione apicoltore dichiara di dirigersi esclusivamente nei propri apiari denunciati col numero di allevamento XXXXXXX rilasciato dalla AUSL di XXXXXXX al fine di accudimento degli animali, rispettando le direttive imposte da DCPM del 08/03/2020 ART.1 Comma 2”

Attenzione, è consigliabile portarsi dietro la prova che andate in un vostro apiario, tale prova è costituita dall’ “elenco attività” scaricabili dall’anagrafe apistica.

Un po di caffeina allunga la vita delle api e combatte il Nosema ceranae

Fitochimici dietetici, longevità delle api da miele e tolleranza ai patogeni

Elisa Bernklau , 1Louis Bjostad , 1Alison Hogeboom , 2Ashley Carlisle , 3 e Arathi HS2,*Informazionisull’autore Note sull’articoloInformazionisul copyright e sulla licenzaDisclaimerQuesto articolo è stato citato da altri articoli in PMC.

Astratto

La continua perdita di habitat naturali costituiti da praterie autoctone e macchie di fiori selvatici sta riducendo le diverse fonti di polline, nettare e sostanze fitochimiche disponibili per le api bottinatrici. Abbiamo studiato gli effetti di quattro fitochimici: caffeina, acido gallico, kaempferolo e acido p- cumarico, sulla sopravvivenza e la tolleranza ai patogeni nell’ape europea, Apis mellifera (L.). 

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Auto-formazione febbraio 2020

In febbraio proseguiamo con gli incontri di autoformazione.

Gli incontri si svolgeranno alle ore 20,30 al centro sociale grotta rossa, via della lontra 40 Rimini

  • Mercoledì 12 febbraio : Angelo Dettori Valutazione e selezione delle api regine in azienda.
  • Mecroledì 19 febbraio; Angelo Dettori Allevamento delle api regine per il fabbisogno aziendale
  • Mercoldeì 26 febbraio; Alberto Contessi Malattie delle api, para-peste e virosi
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La nutrizione degli alveari interviene sulla genetica delle api: confronto fra alimentazione naturale ,saccarosio o sciroppo ad alto contenuto di fruttosio

Il forte declino delle popolazioni di api mellifere ha reso indispensabile comprendere i fattori chiave che incidono sulla salute delle api mellifere. Di grande preoccupazione è la nutrizione, poiché la malnutrizione nelle api da miele è associata a compromissione del sistema immunitario e aumento della suscettibilità ai pesticidi. Gli apicoltori alimentano spesso sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio (HFCS) o saccarosio dopo la raccolta del miele o durante i periodi di carenza di nettare. Segnaliamo che, rispetto al miele, l’alimentazione cronica di una di queste due fonti alternative di carboidrati ha provocato centinaia di differenze nell’espressione genica nel corpo grasso, un tessuto periferico sensibile ai nutrienti analogo al fegato vertebrato e ai tessuti adiposi. Queste differenze di espressione includevano geni coinvolti nel metabolismo proteico e nella riduzione dell’ossidazione, inclusi alcuni coinvolti nel metabolismo della tirosina e della fenilalanina. Le differenze tra diete HFCS e saccarosio erano molto più sottili e includevano alcuni geni coinvolti nel metabolismo dei carboidrati e dei lipidi. I nostri risultati suggeriscono che le api ricevono componenti nutrizionali dal miele che non sono forniti da fonti alimentari alternative ampiamente utilizzate in apicoltura.

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