Alla ricerca di quel melario in più

Confronto sulla produzione di miele fra Ligustica e Buckfast

Negli ultimi anni in Italia si è diffuso l’utilizzo di api non autoctone.

In certe Regioni la diffusione è tale da precludere agli apicoltori la possibilità di fare riprodurre liberamente le proprie api regine mantenendo le caratteristiche originarie della sottospecie.

Gli utilizzatori di queste api all’inizio hanno diffuso la voce secondo la quale le produzioni sarebbero maggiori. Qualche collega addirittura raccontava che con le Buckfast produceva un melario in più!

Alcuni anni fa ho voluto verificare se le affermazioni avessero un fondamento, e se la diversa genetica avesse portato davvero miglioramenti nella gestione degli alveari. Mi sono quindi organizzato, al fine di fare delle prove comparative prestando particolarmente attenzione a non spargere in giro genetica estranea.

In campo

Nel finire del 2013 ho acquistato alcune decine di regine buckfast (BF) e in primavera, ho diviso le regine “speciali” in 3 apiari.

Gli apiari erano 2 stanziali ed uno nomade.

In uno di questi apiari, dedicato al nomadismo, erano presenti: 20 regine buckfast (A), 20 regine auto-prodotte in seguito ad asportazione di covata a fine stagione(B), 20 regine Ligustica (LG) provenienti dalla mia prima selezione aziendale(C) e 20 regine Ligustica acquistate(D) da apicoltore iscritto all’albo e all’AIAAR.

L’apiario composto da 80 alveari, durante la stagione produttiva ha effettuato i seguenti raccolti: Acacia1 nel Piacentino, acacia2 nel Pistoiese, tiglio nel Riminese e girasole in provincia di Macerata.

Verso il finire della fioritura del girasole le regine buckfast sono state tutte eliminate e sostituite con quelle provenienti da selezione aziendale. Durante tutto il periodo si è evitato di immettere fuchi nell’ambiente tramite l’asportazione della covata maschile o la sforchettatura della medesima.

Le rispettive produzioni medie per fioritura sono riportate in tabella 1


TipoAcacia1 kgAcacia2 kgTiglio kgGirasole kgTotale Kg
ABuckfast7461532
BLigustiche autoprodotte14893667
CLigustiche selez. Aziendale2413124594
DLigustiche acquistate2813124598

Tab 1

E’ importante segnalare che l’allevatore di queste regine Buckfast è un produttore di sciami e pacchi d’ape, e che le regine sono probabilmente scelte a tale scopo (in gergo si dice “api da carne”) e che se fossero state usate per questo motivo i risultati sarebbero stati giudicati diversamente.

La scarsa produzione di miele di queste regine ha provocato un considerevole danno economico per l’azienda, nonostante queste colonie con regine BF siano sempre state le più popolate, la covata è risultata essere praticamente ininterrotta durante l’inverno. Le covate sono sempre risultate compatte e di bell’aspetto, fra le migliori dell’apiario, anche se sia una colonia BF sia una colonia LG hanno sofferto di covata calcificata. La sciamatura e la mansuetudine nella norma.

Nel 2017 ad Apimel incontro un collega del centro Italia che stimo e rispetto, il quale si lascia sfuggire una battuta secondo cui, con le BF avrebbe ottenuto un melario in più (ancora ?), dopo avergli esposto i miei dubbi, e raccontato la mia esperienza, lui mi risponde che ”quelle non erano valide, e che mi avrebbe indicato lui dove reperire quelle buone”, gli rispondo che ne avevo avuto abbastanza, e il confronto si chiude lì.

Nella stessa stagione però colgo l’occasione della fioritura del girasole, per fare una verifica e valutare le capacità produttive fra diverse colonie con sottospecie diverse.

Approfitto della vicinanza con questo ed altri apicoltori del centro Italia che sistemano gli alveari in areali comuni.

Il giorno 28 giugno 2017, approfitto della fine anticipata dei lavori per effettuare un paragone e verificare il raccolto in atto.

Tale verifica viene effettuata posizionandosi a fianco all’alveare, impostando il timer ad un minuto e contando il rientro delle sole bottinatrici di nettare (escludendo quelle con polline e naturalmente i fuchi).

Il controllo viene eseguito conteggiando le bottinatrici di 4 alveari per apiario, iniziando dai miei a cui avevo sovrapposto il terzo melario.

Viene poi eseguito il conteggio su altri 2 apiari con regine buckfast, uno posizionato nella stessa postazione del mio apiario (ero ospite) e uno a breve distanza, sempre conteggiando gli alveari col numero più alto di melari sovrapposti, viene poi eseguito un quarto conteggio in un altro apiario, leggermente più distante ma sempre nella stessa vallata, con regine Ligustica.

Tutta l’operazione è stata compiuta in 40 minuti , iniziata alle ore 11 e conclusa alle 11,40. La giornata era caratterizzata da un cielo sereno, senza nuvole e senza vento, con la giusta umidità, il volo delle api costante e ininterrotto.

Tab.2 media di rientro delle bottinatrici, al minuto per gruppo.

ApiarioTipoAlveare1Alveare2Alveare3Alveare4media
Apiario1 nomade origine RomagnaLigustica8794928689,75
Apiario2 stanziale origine MarcheBuckfast6864766969,25
Apiario3 nomade origine AbruzzoBuckfast6474756870,25
Apiario4 nomade origine RomagnaLigustica8695938790,25

comportamento e risultati

I viaggi di una bottinatrice dipendono dal nettare raccolto, dalla concentrazione, dalla configurazione del fiore e dalla lontananza.

In letteratura esiste una casistica estremamente ampia sul numero di viaggi di una bottinatrice, sulla quantità del carico del nettare e sulla sua concentrazione.

Mediamente una bottinatrice compie 10 viaggi giornalieri(1) con dei carichi di nettare che pesano dai 40 agli 80mg, (82mg per le api Italiane , 70mg (2) quella di altre sottospecie. In estate col caldo aumenta peso e concentrazione.

Elio Bailo, nel libro “ apicoltura pratica mediterranea” lo cita come metodo di valutazione dall’esterno, da parte di veterinari o esperti apistici Statunitensi, giudicando un volo insufficiente, in ottime condizioni meteo, al di sotto delle 70/80 api minuto.

Effettuando decine e decine di verifiche sugli alveari aziendali, confrontando il rientro delle bottinatrici e il miele effettivamente raccolto, si giunge presto alla conclusione che a seguito di tale osservazione, si ricava con estrema sicurezza il raccolto nettarifero, oltre a tante altre informazioni sullo stato delle colonie.

Il controllo delle bottinatrici non è una perdita di tempo, a seconda del periodo stagionale è un’appropriata lettura della situazione dell’alveare.

Ora facciamo un po’ di conti ipotizzando una portata simile fra Ligustiche e Buckfast di 80mg a viaggio (viste le ottime condizioni meteorologiche e la temperatura elevata), e considerando che l’analisi morfologica di queste BF, è estremamente simile alla LG.

Considerando la differenza riscontrata di circa 20 bottinatrici al minuto fra le due sottospecie, tali differenze corrispondono a circa 1200 api ogni ora, 7.200 in 6 ore, equivalenti a 576g al giorno!

(1200 api x 6ore x 0,08g=576g x 7gg= 4,032g), sono oltre 4 kg a settimana.

Considerazioni

Dai dati registrati, gli alveari con api Buckfast raccoglievano circa 4 kg in meno ogni settimana rispetto alle Ligustiche.

Non rimane che chiedersi come sia possibile che apicoltori esperti e capaci di un’organizzazione aziendale spesso invidiabile, poi girino per l’Italia con delle api che dal punto di vista produttivo appaiono così deludenti?

La risposta l’ hanno data gli stessi apicoltori a cui ho controllato le api:

Il primo (3500 alveari) mi ha riferito di aver acquistato 200 regine per prova, ma non trovando vantaggi né nella produzione né nella gestione riteneva che finito il ciclo di vita sarebbe tornato alla ligustica.

Il secondo (2000 alveari circa) ha invece riferito che il motivo non era certamente la produzione, ma era da ricercare nella migliorata gestione aziendale, la ridotta tendenza alla sciamatura, la mansuetudine, la buona resistenza alle malattie.

Il fatto che alcuni apicoltori professionisti tralascino una maggiore produzione di miele in favore di una migliore gestione deve far riflettere. Alla fine i caratteri ricercati non sono diversi da quelli che dovrebbe ricercare qualsiasi selezionatore di api regine.

Le regine buckfast provate non erano superiori rispetto alle normali ligustiche, né per la minore tendenza alla sciamatura, né per una maggiore resistenza alle malattie e nemmeno per una mansuetudine sopra la media.

L’unica vera differenza è stata che le buckfast sembravano quasi dei cloni, tutte uguali, molto scarse ma tutte uguali, numero di api, covata e purtroppo miele.

Sicuramente più facili da far seguire ad operai a cui indicare quale operazione effettuare nella giornata; mettere un foglio cereo a tutte, nutrire tutte ecc.

Conclusioni

Che una gestione più simile ad un allevamento industriale porti a miglioramenti economici nella gestione aziendale è tutto da vedere.

La perdita di biodiversità, la perdita di resilienza ai cambiamenti climatici, la minore produzione di miele, l’affidarsi a riproduttori di api regine incapaci di fare una vera selezione dalle api di partenza, non sono, secondo il mio parere, motivi che aumentano la produttività di una azienda.

Occorre poi non escludere l’inquinamento genetico(3), la frode alla legge 1308/201 in caso si siano percepiti finanziamenti(4), anche questi sono fattori che non possono apportare miglioramenti stabili ad una azienda.

In ogni caso rimane un fatto: chi racconta di raccolti maggiori, si sbaglia e non di poco.

Angelo Dettori

Tab.2 media di rientro delle bottinatrici al minuto per gruppo.

1)Eberle e lundie 1914

2)Park, O.W. 1922

3)Legge 68 del 22 maggio 2025, Art.45bis (inquinamento genetico)

4)Legge 1308/201. I finanziamenti sono finalizzati al rispetto delle legge 313/2004 e quindi all’uso di apis mellefera Ligustica.

Una risposta a “Alla ricerca di quel melario in più”

  1. Buongiorno, ho letto con attenzione e mi trovo pienamente d’accordo con i risultati che evidenziano che le regine BF non sono quel che si racconta. Ricordo la mia esperienza con 10 regine BF nel lontano 1997/98 quando nessuno le utilizzava ed erano una novità, e costavano un sacco di lire(se ricordo bene 50.000 Lire)… Io ero un cultore della nostra Ligustica e già allevatore di modesta dimensione, 800 regine anno e fatto I nuclei e fortunatamente tutte accettate ma essendo arrivate a fine stagione il problema è stato invernale visto che non facevano scorte e continuare a dare sciroppo e Candito non era nel mio DNA visto che il mio pallino nella selezione delle api regine era fondamentale che facessero scorte per i nostri inverni delle Prealpi. Comunque ne rimasero forse 4 di queste BF che furono una grande delusione…. Non le presi nemmeno in considerazione….

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